Dice il proverbio: Prima di conoscere davvero una persona, bisogna mangiare insieme sette rubbi di sale.


Questa mattina, entrando al Conte di Tabò, mi è tornato alla mente un ricordo che non avevo mai dimenticato.

Ero lì, come tante altre volte, a comprare il pane, la frutta e la verdura. In negozio c’era anche un signore di Buggio, fermo a parlare con Giacomino. Non ricordo il motivo preciso della conversazione, ma ricordo benissimo una frase, detta quasi per caso, come succede spesso nei paesi, quando le parole nascono senza voler insegnare nulla.

Era un vecchio detto, pronunciato prima in dialetto e poi, per me, tradotto in italiano:

«Prima di conoscere davvero una persona, bisogna mangiare insieme sette rubbi di sale.»

Subito dopo, con un sorriso, quell’uomo aveva aggiunto:
«Non so nemmeno cosa siano, sette rubbi… ma devono essere tanti chili.»

All’epoca quella battuta mi aveva fatto sorridere.
Solo più tardi, tornando a casa, avevo cercato di capire cosa fosse davvero un rubbo.

Avevo scoperto che un rubbo equivale a circa otto chili di sale.
Sette rubbi, quindi, sono quasi cinquantasei chili.

Un’enormità.

Avevo scoperto anche che i rubbi appartenevano agli antichi sistemi di pesi e misure usati nella nostra zona, nella Provincia di Sanremo, già ai tempi del Regio Editto del 1813.

Oggi, ripensando a quella scena al Conte di Tabò, mi accorgo che quel proverbio non ha perso forza.
Forse i tempi sono cambiati, forse siamo diventati più veloci nei rapporti e più disponibili a fidarci degli altri, ma resta vero che per conoscere davvero una persona serve tempo. Serve condivisione. Serve quotidianità.

Io lo so di essere una persona che lega facilmente.
Mi apro, mi affido, do spazio.

Ma ogni volta che mi torna in mente quel signore di Buggio e la sua frase detta con leggerezza, penso che, se avessi mangiato un po’ più di “sale” insieme a qualcuno, in passato, qualche delusione me la sarei risparmiata.
A voi è mai capitato di pensarlo?

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